Mathematics as you have never seen it

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Antonio Distaso

C’è una cosa che mi ha colpito più di tutte mentre scrivevo il video di ieri.
Non il fatto che oltre due settimane il meteo diventi inaffidabile.
No, nemmeno la farfalla.
Ma l’idea che forse passiamo una parte enorme della vita a soffrire per un’illusione:
quella che avremmo potuto controllare tutto.
Se solo avessi scelto altro.
Se solo avessi aspettato.
Ill futuro non è un binario.
Il futuro è un campo che resterà per sempre aperto.
E per me tutto questo è consolante.
Perché se il domani non è completamente leggibile allora non è nemmeno completamente condannato.
Resta vivo.
Resta libero.
Ed è una cosa che ultimamente sentivo il bisogno di ricordarmi.

1 day ago | [YT] | 42

Antonio Distaso

Domani esce un video che parte da una domanda minuscola e finisce per spaccare in due la nostra idea di futuro:
perché il meteo può dirti qualcosa sui prossimi 14 giorni…
ma oltre quel confine comincia a raccontarti favole?
La cosa assurda è che non c’entra la potenza dei computer.
Domani vi porto dentro il caos.
Dentro quella farfalla che non vive solo nel cielo, ma anche nelle nostre vite.
Basta un dettaglio invisibile per cambiare tutto.
Vi aspetto!

3 days ago | [YT] | 45

Antonio Distaso

C’è una cosa che mi colpisce sempre, ogni volta che preparo un video come quello di ieri.
All’inizio sembra tutto lontano: grandi nomi, fisica quantistica, esperimenti impossibili, premi Nobel.
Poi a un certo punto la storia diventa su di me, su di te.

Tutti noi pensiamo che la realtà abbia senso anche senza di noi.
E forse facciamo fatica ad accettare che le cose possano essere molto più strane di quanto il nostro buon senso riesca a sopportare.
È per questo che amo raccontare queste storie.
Perché da ragazzo la matematica e la fisica mi erano sembrate soprattutto regole, esercizi, procedure.
Solo dopo ho capito che dentro c’erano drammi, fratture, ossessioni, idee capaci di cambiare il nostro modo di stare al mondo.
E allora ogni volta provo a fare questo:
non spiegare un concetto, restituire un senso di vertigine.
Quella sensazione rarissima in cui non stai semplicemente imparando qualcosa.
Stai capendo che il mondo è più grande, più misterioso e più bello di come te lo avevano raccontato.
Ed è una sensazione che non smette più di lavorarti dentro.

1 week ago | [YT] | 58

Antonio Distaso

Einstein era convinto di una cosa semplicissima:
se smetti di guardare una tazza, la tazza continua a esistere.
Sembra banale.
Anzi, è la cosa più ovvia del mondo.
E invece no.
Poi arriva un uomo sconosciuto.
Per tentare di difendere Einstein finisce per fare la cosa più devastante possibile.
Nel video di domani vi porto dentro una guerra intellettuale durata quasi un secolo:
Einstein, Bohr, Bell, entanglement, fino al Nobel del 2022.
E soprattutto ci sarà una domanda che, da sola, basta a farti perdere il sonno:
le cose esistono davvero anche quando nessuno le guarda?
A domani!

1 week ago | [YT] | 53

Antonio Distaso

Più studio certe storie, più mi convinco di una cosa:
la parte più affascinante della scienza non è “la risposta giusta”.
È il momento in cui capisci che la realtà è molto meno intuitiva di quanto pensavi.
Nel video di ieri sul GPS la cosa che mi ha colpito di più non è stata nemmeno Einstein in sé.
È stata l’idea che una tecnologia quotidiana, banalissima ormai, funzioni solo perché abbiamo accettato di correggere il nostro istinto.
Il buon senso direbbe: un orologio preciso deve partire preciso.
La realtà dice: no, deve partire sbagliato, altrimenti sbaglierà tutto.
Ed è anche per questo che faccio questi video:
perché dietro gli oggetti più normali si nascondono idee che sembrano fantascienza, e invece tengono in piedi il mondo.
Spero che guardandolo vi sia rimasta addosso almeno un po’ di quella vertigine che ha lasciato a me mentre lo scrivevo.

2 weeks ago | [YT] | 44

Antonio Distaso

C’è una cosa assurda che ho scoperto mentre preparavo il prossimo video:
il GPS funziona perché contiene una bugia.
Non una metafora.
Una bugia vera, costruita nel ferro, dentro gli orologi dei satelliti.
Se non ci fosse, ogni giorno la posizione deraglierebbe di circa 11 chilometri.
La cosa più bella è che questa storia parla di Einstein, di tempo, di tecnologia quotidiana… ma soprattutto di un paradosso che ci riguarda da vicino: a volte, per dire la verità, devi smettere di fingere che il mondo sia semplice.
È uno di quei video che mi hanno ricordato perché amo fare divulgazione.
Esce domani alle 17:00

2 weeks ago | [YT] | 60

Antonio Distaso

Il video di ieri mi ha fatto pensare a una cosa che non riesco più a togliermi dalla testa.

Noi raccontiamo spesso la storia della matematica come se fosse una successione pulita di idee.

Un teorema.
Poi un altro.
Un nome.
Poi un altro.
Eulero, Lagrange, Cauchy, Gauss, Riemann.

Sembra una linea ordinata.

Poi incontri Sofia Kovalevskaya e capisci che quella linea non è mai stata ordinata.

È piena di porte chiuse.

Sofia aveva una mente enorme. Questo non bastò.

Dovette sposarsi senza amore per poter uscire dalla Russia.
Dovette studiare privatamente perché le università non la volevano.
Dovette ottenere un dottorato senza nemmeno essere presente.
Dovette vincere un premio anonimo perché solo così la matematica poteva essere giudicata prima del suo nome.

Questa è la parte che più mi resta addosso.

Non basta avere talento.

Serve anche un mondo che ti lasci usare quello che hai.

Sofia Kovalevskaya non è solo una grande matematica dimenticata.

È la prova vivente che la storia della conoscenza non è fatta solo da chi ha avuto idee geniali.

È fatta anche da tutte le persone che hanno dovuto combattere per avere il diritto di pensare ad alta voce.

3 weeks ago | [YT] | 58

Antonio Distaso

Si sposò a diciott’anni.

Non per amore.

Per poter studiare matematica.

Sofia Kovalevskaya nacque in un mondo in cui una donna non poteva iscriversi liberamente all’università, non poteva viaggiare da sola.

E allora fece una cosa assurda.

Usò un matrimonio come passaporto.

Domani racconto la storia di Sofia Kovalevskaya: la bambina che lesse la matematica sulla carta da parati, la donna che si sposò per studiare, la mente che trovò una nuova isola d’ordine nel caos di una trottola.

È una storia di matematica.

Ma soprattutto è una storia sul prezzo enorme che una mente deve pagare quando nasce nel secolo sbagliato.

3 weeks ago | [YT] | 34

Antonio Distaso

Il video di ieri mi ha lasciato addosso una cosa.

Pensavo di raccontare una storia sulla probabilità. Sulle catene di Markov. Su ChatGPT. Su quella linea invisibile che parte da un poema russo e arriva fino ai modelli linguistici di oggi.

Invece, più ci lavoravo, più mi rendevo conto che il centro era un altro.

La matematica non nasce quasi mai in un luogo neutro.

Nasce dentro una ferita.
Nasce dentro un’ossessione.

Markov non voleva “inventare il futuro”.
Voleva impedire che la probabilità venisse usata come prova di Dio.

E per farlo ha costruito uno strumento che è diventato una delle radici del nostro mondo digitale.

Questa cosa mi colpisce sempre: le idee più astratte non nascono mai davvero astratte.

Nascono da uomini concreti.
Con caratteri difficili.
Con rabbie, paure, rivalità, fede, manie, desideri di rivalsa.

Poi il tempo passa
Resta la matematica.

4 weeks ago | [YT] | 71

Antonio Distaso

ChatGPT non nasce solo nella Silicon Valley.

Nasce anche in una lite furibonda tra due matematici russi.

Uno voleva usare la probabilità per difendere il libero arbitrio, l’anima, Dio.

L’altro, ateo, decise di distruggerlo contando a mano ventimila lettere dentro Eugenio Onegin, il poema più amato della Russia.

Da quella vendetta è nata una delle idee matematiche più potenti del Novecento: le catene di Markov.

E oggi, ogni volta che ChatGPT prova a prevedere la prossima parola, quella vecchia guerra torna a vivere.

Domani ti racconto la storia assurda in cui Dio, Puškin, la probabilità e l’intelligenza artificiale finiscono dentro la stessa equazione.

È una storia di matematica.
Ma soprattutto è una storia di uomini che volevano avere ragione sull’anima.

1 month ago | [YT] | 51