Consulente e formatore specializzato in public speaking pratico. Lavoro con manager, professionisti e imprenditori.
Niente lezioni frontali, montagne di slide o video esempi di modelli irraggiungibili.
Preferisco prendere in mano la situazione reale, aiutarti a fare la pratica che ti serve adesso, passo passo con la giusta gradualità.
Diamo vita alla strategia di comunicazione su misura per te: bit.ly/3Mw0pbm
Imparerai a comunicare in modo autentico e a creare connessioni significative con le persone. Ci tengo che arrivi a piacerti il modo in cui parli con gli altri.
Stefano Todeschi
Comunicare bene vuol dire anche decidere cosa non dire. Vuol dire decidere quali spazi vuoti lasciare al pensiero e alla riflessione di chi ci sta ascoltando. Questo rende attive le persone che abbiamo davanti e poi ci fa risparmiare energia.
Invece di pensare alla comunicazione come un monologo, possiamo pensarla come una collaborazione per sviluppare insieme il messaggio.
2 months ago | [YT] | 2
View 0 replies
Stefano Todeschi
Gli errori da non fare in apertura e le tecniche pratiche per portare l'attenzione delle persone sul tuo messaggio chiave.
Come strutturare l'inizio di una presentazione aziendale per catturare l'attenzione in modo strategico, senza usare banali frasi di circostanza.
2 months ago | [YT] | 0
View 0 replies
Stefano Todeschi
Molte presentazioni aziendali generano più confusione che risultati. In questo video analizziamo la strategia per progettare interventi che mirano a obiettivi precisi. Il risultato: trasformiamo il dovere di parlare nel potere di farsi ascoltare e guidare il team o i clienti verso l'azione.
NUOVO VIDEO
3 months ago | [YT] | 1
View 0 replies
Stefano Todeschi
[Nuovo video fresco di pubblicazione.]
Mi dici cosa ne pensi?
Buona visione!
3 months ago | [YT] | 1
View 0 replies
Stefano Todeschi
🎉 È uscito il mio nuovo video!
(Finalmente ho ripreso la pubblicazione dopo 11 mesi)
4 months ago | [YT] | 2
View 0 replies
Stefano Todeschi
Per capire se la tua prossima presentazione funziona, cerca un complice.
Una persona di cui ti fidi, sapendo che non ti regalerà complimenti di cortesia.
Ti serve un complice, non un fan.
I complimenti sono gratificanti, ma non misurano l’efficacia. C’è un tempo per il sostegno emotivo e il riconoscimento – fondamentale, per carità – ma quel tempo viene dopo. Prima, dobbiamo capire se il messaggio arriva.
Cosa devi chiedere al tuo complice dopo aver esposto?
- "Cosa hai capito?" (Verifica del contenuto)
- "Che effetto ti ha fatto?" (Verifica dell'impatto emotivo)
- "Cosa è stato più faticoso ascoltare?" (Verifica dei punti di attrito)
Lo so, sono domande che mettono a nudo la nostra vulnerabilità. Ma è esattamente lì che dobbiamo lavorare se vogliamo farci capire davvero quando presenteremo.
Quando troverai congruenza tra ciò che volevi dire e ciò che il tuo complice ha colto, avrai fatto centro. Solo allora prendetevi un caffè e goditi il riconoscimento che meriti :)
È faticoso? Sì.
Ma questa fatica serve a risparmiare dolore a chi ti ascolterà in pubblico.
Hai già in mente chi potrebbe essere il tuo complice?
PS: Più il complice è a digiuno del tuo argomento, meglio è. Il test non è sulla tua preparazione, ma sulla tua capacità di farti capire.
4 months ago | [YT] | 2
View 0 replies
Stefano Todeschi
Più ne sappiamo e più rischiamo di dirla male.
C’è chi la chiama “la maledizione della competenza”.
Spesso, proprio perché padroneggiamo una materia, sentiamo il bisogno di trasmettere tutto, subito e con troppa foga.
Lo facciamo magari quando ci accorgiamo che l’interlocutore è incerto e, invece di semplificare, aggiungiamo parole, dettagli e nuovi esempi. Oppure quando l’altro sembra aver già capito, ma noi continuiamo a parlare perché vogliamo che ci venga riconosciuto il nostro sapere e la nostra esperienza.
Domanda: i nostri interlocutori ci hanno forse chiesto di laurearli nella nostra disciplina?
Cosa fare?
Ogni tanto, prova a fermarti.
Dopo aver esposto un ragionamento ad alta voce, magari davanti a un cliente o a un collaboratore, guardati indietro e chiediti: mi ricordo davvero i concetti che ho appena espresso? Non dico le parole esatte, ma i concetti sì.
Ecco, se hai la percezione di un magma confuso, c'è qualcosa da sistemare.
Il punto è: se tu hai la percezione di confusione in ciò che hai appena detto, come può non averla anche chi ti ha ascoltato?
Ascolta il podcast > https://youtu.be/m7vDv2PeUco
5 months ago | [YT] | 7
View 0 replies
Stefano Todeschi
A volte vorremmo dire così tante cose che finiamo per bloccarci.
È il paradosso dell’esperto: più competenza accumuliamo, più diventa difficile isolare l'unica idea centrale che serve davvero.
Accade nelle interviste, nei briefing con i collaboratori o quando un cliente ci chiede una soluzione. In quei momenti, l'impulso è riversare all'esterno tutto ciò che sappiamo.
Perché lo facciamo?
Ci sono due ragioni psicologiche:
1. Difesa: temiamo di apparire superficiali. Cerchiamo approvazione accumulando dati e dettagli, ma così facendo abdichiamo alla nostra autorevolezza e ci poniamo in una posizione di subordinazione.
2. Generosità: vogliamo sinceramente nutrire chi ci ascolta con tutto il nostro sapere.
In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: soffochiamo il messaggio e sovraccarichiamo chi ci ascolta, che smette di seguirci.
Scegliere cosa dire e tagliare il superfluo richiede metodo.
Serve definire la **destinazione** prima di iniziare il viaggio creativo. Solo avendo chiaro il punto d'arrivo puoi selezionare le informazioni in modo mirato.
L’idea centrale deve essere una. Stop.
Se sono di più, servirebbero troppi concetti per sostenerle, diluendo l'impatto del discorso. L’idea centrale è un punto preciso: punta lì.
Tutto il resto troverà spazio in un’altra occasione.
Per approfondire:
Ho analizzato questo e altri comportamenti critici nella puntata del podcast:
"9 errori che rendono le nostre idee invisibili" https://youtu.be/pweNUTengXQ
5 months ago | [YT] | 1
View 0 replies
Stefano Todeschi
Se un collaboratore esita nel darti un feedback, forse non è perché non abbia idee.
Forse sta solo cercando di capire quale sia la "risposta giusta" per te.
Quando la tua opinione è troppo presente il suo pensiero si nasconde per timore di sbagliare.
Crea silenzio, fai spazio. La sincerità non ha bisogno di pressione.
La sincerità ha bisogno di un luogo sereno da riempire.
🎤 Ascolta il podcast > Creare e gestire relazioni professionali migliori. > www.stefanotodeschi.com/podcast-stefano-todeschi/c…
9 months ago | [YT] | 5
View 0 replies
Stefano Todeschi
Ha senso cominciare una riunione con "siamo qui per allinearci" oppure "facciamo il punto"? No.
Frasi così spalancano la porta al mostro dell'inefficacia, la creatura che sguazza nella vaghezza e divora il nostro tempo.
Ecco una regola semplice e spietata: se non riesco a definire il mio obiettivo in una sola frase di massimo 10 parole, non è (ancora) un obiettivo. È solo un'idea confusa.
Principi di fondo:
1️⃣ se le frasi sono più di una, forse non abbiamo chiarezza su quale sia il vero obiettivo o ne stiamo inserendo troppi o confondiamo cause con risultati desiderati;
2️⃣ se le parole sono più di 10, più che un obiettivo è un’argomentazione, ma l’argomentare sta nello svolgersi dell’incontro non nella sua programmazione.
Esempi pratici.
Invece di dire "parliamo del fornitore", possiamo dire "usciamo di qui con la decisione sul fornitore: o Pinco o Pallino".
Invece di dire "sentiamoci per il progetto x", possiamo dire "concordiamo i prossimi tre passi operativi per il progetto x".
La prima versione è una conversazione da spiaggia, la seconda è un risultato che possiamo già vedere.
Buona pratica.
Ps 10 è un numero convenzionale per capirci ;)
9 months ago | [YT] | 4
View 2 replies
Load more