Svolgo la professione di counselor filosofico. Aiuto le persone a conoscersi e vivere liberamente divulgando il sapere e le pratiche della filosofia mistica. Pubblico tre rubriche settimanali sui miei canali social, tengo incontri personali di counseling filosofico e conferenze. Nel 2018, ho pubblicato il libro: "Il virus benefico. Aprirsi la strada per la libertà e la verità in un mondo di sopraffazioni e menzogne." Per incontri di counseling filosofico individuali o di coppia (in studio oppure online), conferenze, incontri nelle scuole con classi, team insegnanti e studenti, o per qualsiasi altra informazione potete contattarmi via mail all'indirizzo: dadrimblog@gmail.com Per biografia e CV visita il mio sito: www.dadrim.org
Pierluigi Dadrim Peruffo
Un certo cristianesimo del passato abusava del corpo perché lo considerava una porta d'accesso al peccato e, per questa ragione, tendeva a mortificarlo, a reprimerlo e talvolta a colpirlo in molti modi. Oggi una certa cultura materialista ne abusa perché lo riduce a un semplice strumento al servizio dei propri piaceri e delle immagini che costruisce di sé. In entrambi i casi il corpo viene frainteso: prima veniva mortificato perché considerato un ostacolo allo spirito, oggi viene idolatrato perché ridotto a un oggetto di consumo. Eppure il corpo non è né un nemico da punire né uno strumento da sfruttare. È il tempio vivente attraverso cui l'Essere prende forma, respira, ama e si manifesta nel mondo.
Buona settimana,
Pier
#Dadrim #Sankalpa #Consapevolezza #Spiritualità #RisveglioInteriore.
3 days ago | [YT] | 222
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Mi è stato chiesto perché molte persone sembrino vivere al di sotto del livello di coscienza di molti animali.
Direi che è inconfutabile affermare che questo è il mondo dei desideri e che la coscienza umana è desiderio in cammino. Il desiderio più elevato e trasformativo è quello della comprensione, della compassione e della verità. Prima che nasca questo desiderio, che permette di riconoscere il valore reale delle cose e il bene o il male contenuti in tutti gli altri desideri, che potremmo definire subordinati ad esso, molte persone devono attraversare una fase di esperienza della vita prevalentemente inconsapevole, una condizione largamente determinata da impulsi biologici, condizionamenti psicologici e automatismi interiori.
Se, ad esempio, la coscienza di un individuo è completamente assorbita dal desiderio sessuale, dal desiderio di potere o da altre forme di ricerca compulsiva di appagamento all'esterno di sé, spesso è necessario attraversarne pienamente l'esperienza per scoprirne i limiti e l'incapacità di condurre a una pace e a una libertà autentiche. Finché non sorge la consapevolezza che la comprensione è ciò che porta ordine, significato e armonia a tutte le cose, l'essere umano continua a imparare soprattutto attraverso il dolore generato dall'ignoranza del reale e dal conseguente crollo delle proprie illusioni.
È questa la condizione che ho spesso definito la dimensione psichica del bruco. A forza di sbattere la testa contro i propri limiti, di strisciare nella polvere e di sentirsi calpestati dalla vita, alcuni esseri umani iniziano lentamente ad aprire la propria coscienza. In quel momento comincia ad affiorare ciò che ho definito Sankalpa, vale a dire un intento profondo, una direzione interiore che nasce dalla parte più autentica e consapevole di sé.
Sankalpa non è un semplice desiderio mentale, ma una presenza vigile che orienta la vita senza conflitto e senza fuga da ciò che è. È il richiamo silenzioso della coscienza verso la verità, l'integrità e l'essere. È la luce che emerge nel travaglio che la coscienza attraversa quando entra nella fase della crisalide. È ciò che permette alla crisalide di attraversare la buia notte dell'anima, di divenire pienamente farfalla e di volare attraverso i giardini profumati dell'amore incondizionato e della bellezza senza tempo, al di là dello spazio e del tempo, al di là della nascita e della morte.
Molte persone sono semplicemente ancora perdute nel fuoco dei desideri più periferici e contingenti, nei giochi della personalità scissa e persino inconsapevoli del dolore profondo che tale condizione inevitabilmente comporta. Devono ancora iniziare a sentire e ad attraversare la sofferenza che nasce da una vita vissuta senza un'intenzione consapevole. In molti di noi soltanto l'esperienza diretta, muta e brutale, può aprire lo spazio necessario affinché sorga il desiderio della comprensione, della compassione e della verità, l'ultimo desiderio, quel desiderio che a un certo punto smette di essere tensione e ricerca, poiché diviene illimitato. Ciò che è illimitato torna allora a riconoscersi come l'Essere Assoluto stesso, che nella mente individuale si riflette come esperienza di pace, libertà e amore incondizionati.
Questa è, a mio avviso, una chiave di lettura molto solida della fenomenologia della coscienza e della vita. Una prospettiva che, una volta compresa pienamente, permette di vedere come persino le cose che un tempo ci apparivano come le più stupide, orrende, inumane e disarmoniche trovino un loro significato. Da questo nuovo punto di osservazione vengono comprese in una luce diversa e possono essere accolte con un profondo senso di compassione e di misericordiosa attesa della loro redenzione.
Buona domenica a tutti,
Pier 🙏
4 days ago | [YT] | 265
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Pierluigi Dadrim Peruffo
In questo fine settimana non pubblicherò video perché sono fuori per vari impegni.
Indovinate la città della foto. 😉
6 days ago | [YT] | 182
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Quindi, secondo questa logica, le Ferrari del passato venivano acquistate principalmente da maschi tossici. Del resto, parlare di "machismo automobilistico", con i tempi che corrono, significa agganciarsi immediatamente all'ennesima campagna mediatica contro il maschio che porta ancora i pantaloni e non si mette lo smalto. Le corse automobilistiche che hanno infiammato l'Italia per decenni, ricordiamo gli anni di Michael Schumacher, quando milioni di persone seguivano con entusiasmo la Ferrari, sarebbero state anch'esse espressione della cultura del maschio tossico.
Le donne che amavano la Ferrari, i motori e le corse come dovremmo etichettarle? Ah no, scusate: se amavano e amano i motori, allora erano e sono semplicemente plagiate dal maschio tossico.
In fondo, secondo questa narrazione, le donne sarebbero sempre creature fragili, prive di autonomia di giudizio, da proteggere come una specie in via di estinzione dal grande predatore: il maschio tossico.
Poveracce le donne, ridotte a persone incapaci di pensare con la propria testa. Poveracci anche tutti coloro che continuano a scrivere simili boiate.
La Ferrari rischia di essere distrutta, come tante altre cose belle che questo Paese aveva saputo creare e custodire. Uomini e donne compresi.
Per inciso, nemmeno il titolo è scritto correttamente.
Luce è una macchina di merda. Punto.
E, per la cronaca, io guido una Fiat Brava del 2010 e non sono mai stato interessato né alle auto sportive né alle corse. Alle donne sì, ma è risaputo che sono un maschio tossico.
6 days ago | [YT] | 111
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Certe persone sono come piovre. Non prendetele mai troppo seriamente, dipingetele di giallo e lasciatele alle vostre spalle. Ne va della vostra salute fisica e psichica.
Vi auguro un fine settimana ironico, leggero e pieno di presenza.
Pier
🙏🌞
#consapevolezza #crescitaspirituale #psicologia #filosofia #Sankalpa #PierluigiPeruffo
1 week ago | [YT] | 415
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Pierluigi Dadrim Peruffo
La tragedia di Modena dovrebbe perlomeno indurre a guardare in faccia qualcosa che da troppo tempo molti fingono di non vedere, obnubilati dalla propaganda. Perché se continuiamo così, se a ogni ulteriore discesa della nostra società organizziamo una bella fiaccolata dicendo alla gente di non avere paura, allora forse a ogni nuova manifestazione ci sarà qualche persona in più in carrozzina. Nessun problema, però, perché anche quello potrà diventare, per la stampa e la politica, un nuovo motivo per stringerci tutti assieme, senza paura, ancora più inclusivi e naturalmente resilienti.
Le vere intenzioni di una classe dirigente non si comprendono dalle liturgie pubbliche, dai discorsi solenni, dalle fiaccolate o dal teatrino permanente dei battibecchi politici, ma dalle azioni concrete e soprattutto dagli investimenti economici. Per parafrasare Giovanni Falcone: segui i soldi, e capirai subito in cosa credono davvero i politici, quali siano le loro priorità e quale futuro stiano realmente costruendo.
Non credo ci sia bisogno di chiarire dove stiano andando, con le nostre tasse, gli investimenti delle nostre meravigliose classi dirigenti bipartisan. O forse sì, visto il numero di persone che, invece di sviluppare un movimento di coscienza realmente coeso su temi come la giustizia, la sicurezza, la sanità, la libertà d’informazione e d’espressione, continuano a cadere nell’inganno dei finti schieramenti contrapposti, finendo per scannarsi tra loro e facendo così esattamente ciò che il potere desidera.
Buona notte a tutti,
Pier
2 weeks ago | [YT] | 180
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Pierluigi Dadrim Peruffo
L'INCIDENTE DI MODENA. Una certa politica e certi mass media sono all’opera con la solita mistificazione della realtà. Le pseudo-destre e i loro media idem. Ad ogni modo, il massacro di Modena lo stanno chiamando “incidente”!!!!!
Molti sostengono che l’innesco dell’“incidente” potrebbe essere stata la ricerca, senza esito, di un lavoro da parte del nostro povero giovane incompreso. L’“incidente” viene poi definito un gesto di follia.
Vorrei dire tante cose, ma non posso.
Ringrazio la classe politica italiana ed europea e una discreta parte di cittadini, perché, non potendo dire tutto ciò che penso, mi limiterò a ringraziarli con la stessa ipocrisia che continuate a riservare alle persone intelligenti e perbene di questo Paese, le quali vedono benissimo la menzogna delle vostre azioni e delle vostre parole vivendo un senso di impotenza estremamente doloroso.
Quando vi fa comodo, continuate pure a raccontarvi e a raccontare che certi drammi siano soltanto “incidenti” o “follia”.
E magari, quando un “bianchetto”, nato qui da genitori che parlano qualche dialetto italico, compirà qualcosa di grave, ricordatevi di costruire la solita narrazione sul mostro figlio di una cultura arretrata da sradicare.
State consapevolmente agendo la demolizione di interi popoli e culture mentre chiedete ai loro figli di prepararsi a combattere e morire per le vostre balle. Siete uno spettacolo imbarazzante e osceno, come quelli che ancora vi credono.
Ho letto ora che Mattarella e Meloni si stanno recando sul posto dell’“incidente”. Ah beh, tranquilli, sistemeranno tutto, con paletta e gessetto.
2 weeks ago | [YT] | 272
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Pierluigi Dadrim Peruffo
I qualia, nella filosofia della mente, indicano gli aspetti soggettivi dell’esperienza cosciente, cioè il modo in cui qualcosa viene vissuto dall’interno. Il termine deriva dal latino quale (“di quale natura”, “com’è”) e indica appunto le qualità vissute dell’esperienza soggettiva. Non descrive il fenomeno fisico in sé, ma il modo in cui esso appare alla coscienza. Ad esempio il rosso non come lunghezza d’onda, ma come “rossità” percepita, oppure il dolore non come impulso nervoso, ma come sofferenza sentita.
Il problema nasce perché la scienza, all’interno del paradigma empirico-biologico ancora oggi piuttosto dominante, può descrivere con enorme precisione i processi cerebrali associati a un’esperienza, ma non riesce a spiegare perché tali processi siano accompagnati da un vissuto soggettivo, se non definendolo spesso un semplice epifenomeno biologico. In altre parole, non spiega perché l’attività elettrochimica del cervello produca un’esperienza interiore. Rimane pertanto aperta la domanda sul perché non siamo semplicemente macchine biologiche prive di esperienza cosciente (sic!).
Secondo alcune prospettive critiche, alle quali personalmente mi sento vicino, questo limite deriverebbe dal fatto che una certa impostazione scientifica osserva i fenomeni oggettivabili, ma tende a non interrogarsi sulla natura dell’osservatore stesso, poiché esso non appare strumentalmente e oggettivamente osservabile.
Così si entra in un paradosso incredibile, dove la consapevolezza può osservare contenuti, stati mentali, percezioni e pensieri, comprendere e rendere tutto significante, ma, non essendo riducibile a un semplice oggetto fra gli oggetti dell’esperienza, tantomeno a qualcosa di interamente verificabile in termini strumentali, viene definita un derivato, uno scarto di processi meccanici biochimici.
Qui emerge quello che filosofi come David Chalmers hanno chiamato “hard problem of consciousness”, il problema difficile della coscienza. Possiamo spiegare come il cervello elabori informazioni, riconosca colori o reagisca agli stimoli, ma non comprendiamo perché tutto questo sia accompagnato da un sentire soggettivo. Alcuni studiosi liquidano la questione interpretandola, come accennato poc’anzi, come il risultato di una molteplicità di interazioni puramente biochimiche che, almeno per ora, non sarebbero catalogabili in modo esaustivo a causa della loro enorme complessità e dell’immensa rete di segnali interconnessi. Da tale complessità emergerebbe ciò che noi chiamiamo coscienza, credendo illusoriamente che essa sia qualcosa di separato dal mero dato biologico.
Ed è proprio qui che il discorso, a mio avviso, entra, se siamo seri fino in fondo, nel campo della metafisica e della psicologia del trascendente o transpersonale, lasciandosi alle spalle tanto le tesi di Chalmers quanto le ipotesi di una complessità irriducibile di natura biochimica, non per negazione di questi livelli di analisi, ma per uno spostamento del piano di osservazione. Quando si osserva profondamente l’esperienza, emerge infatti una questione ancora più delicata e dirimente: chi è colui che “possiede” i qualia e ogni forma di esperienza cosciente e non cosciente?
“Io”, risponderebbe la maggior parte di noi. Ed ecco allora la domanda che porta l’indagine a un livello ancora più nucleare: che cos’è questo io? Possiamo farne esperienza diretta? Oppure l’io è soltanto un processo mentale costruito dalla memoria, dal linguaggio e dall’identificazione psicologica? Esiste davvero un soggetto separato che sperimenta, oppure l’idea stessa di un centro osservatore è un contenuto della coscienza?
La filosofia e la psicologia analitica si fermano spesso al problema di come sorga l’esperienza soggettiva. Ricercatori come Jiddu Krishnamurti o Nisargadatta Maharaj spingono invece l’indagine oltre, invitandoci a interrogarci sulla natura del soggetto che afferma: “questa è la mia esperienza”.
Detto in altri termini, se attraverso un’immersione profonda nel silenzio si interrompono i processi di etichettatura mentale dell’esperienza e si permane in uno stato di quiete interiore, esiste ancora una reale separazione nel campo della coscienza? E che cosa viene realmente esperito, e da chi?
A tali domande non si può rispondere soltanto pensando, rimanendo confinati nel campo del pensiero o dell’esperimento di laboratorio. Occorre, se lo si vuole davvero, trasformarsi in laboratori viventi e generare in sé i presupposti stessi dell’indagine, attraverso l’interruzione dell’identificazione con il flusso sensoriale e mentale. Impresa tutt’altro che semplice.
Chi afferma di aver attraversato tale stato, o forse sarebbe più corretto dire tale esperire, poiché non si tratterebbe di un fenomeno appartenente alle comuni forme dell’esperienza, che necessitano di definizione, memoria e rievocazione, sostiene che ogni separazione appaia come un semplice movimento sulla superficie della coscienza. Quanto più la mente si focalizza rigidamente su un contenuto particolare dell’esperienza, tanto più nasce l’illusione di essere un’entità separata. Quando invece questa focalizzazione si dissolve, emergerebbe la percezione di un campo di coscienza atemporale e aspaziale, vissuto interiormente come amore non causato ed estinzione di ogni forma di paura.
Di questi aspetti, non a caso, parlo ampiamente in diversi passaggi del mio nuovo libro SANKALPA. La presenza vigile e incondizionata.
Buona serata a tutti e grazie a Marlene che ha "provocato" questa riflessione, spero utile. 🙏
3 weeks ago | [YT] | 96
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Carissimi, dopo vent’anni di lavoro educativo sul campo, colloqui e ricerca interiore, nasce SANKALPA, un libro che raccoglie e distilla il senso più profondo di questo lungo percorso umano, filosofico e spirituale.
Attraverso riflessioni, dialoghi, storie, allegorie e racconti sapienziali, queste pagine accompagneranno il lettore in un vero e proprio itinerario d’indagine esistenziale, attraversando le strade della gioia e del dolore, della paura e dell’amore, fino a toccare il mistero della vita e della morte e le due domande fondamentali dell’esistenza: chi o che cosa siamo veramente? E che senso ha questa nostra vita?
SANKALPA
La presenza vigile e incondizionata
Da giugno sarà ordinabile nelle principali librerie d’Italia e sui vari store online.
Chi desiderasse ricevere una o più copie con dedica personale, spedite direttamente da me, può già prenotarle attraverso la sezione “Negozio” del mio sito oppure scrivermi a: dadrimblog@gmail.com
Sarà sufficiente indicare nella mail: “Ho interesse a prenotare n. copie”.
Risponderò personalmente con tutte le informazioni. 🙏
Autore: Pierluigi Dadrim Peruffo
Genere: Saggio filosofico e spirituale
Pagine: 308
Edizione con copertina rigida: 21 euro
© 2026 Tutti i diritti riservati all’Autore.
#SANKALPA #PierluigiDadrimPeruffo #Filosofia
3 weeks ago | [YT] | 139
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Ed eccoci a un ennesimo 25 aprile, in cui, come al solito, vedo persone festeggiare la fine di una dittatura caduta ottantuno anni fa, mentre continuano a vivere nell’inquietudine dell’ombra del suo fantasma, come se fosse sempre pronto a tornare.
Contemporaneamente, non esitano a evocare simboli e atmosfere legate al comunismo, dimenticando che anche quella storia è stata segnata da controllo, repressione, morte e da un fallimento teorico, pratico e umano.
Il vero paradosso, che anche quest’anno andrò inutilmente a rimarcare, è che si combattono e si ammiccano spettri del passato mentre si subiscono, spesso senza accorgersene, forme di potere presenti, per certi versi ancora più sottili e pervasive. Ci si pensa liberi all’interno di un sistema che assomiglia sempre più a una plutocrazia che persiste nel presentarsi, ormai in modo quasi imbarazzante, come democrazia, offrendo una fasulla alternanza fra fazioni opposte quanto coincidenti. Come se l’intelligenza umana non fosse in grado di generare una visione più ampia e più matura, capace di trascendere queste categorie politiche logore e infantili.
Tutto questo si regge anche grazie alla continua rievocazione di nemici utili, che quanto più risultano impalpabili, tanto più si rivelano efficaci. Così, quando la paura sostituisce la comprensione, diventa facile guidare le persone senza che se ne accorgano, trascinandole da un incubo all’altro e convincendole che tutto ciò sia nobile e necessario, perché si è in lotta contro le tenebre.
A tratti sembra di essere dentro la trama di Ricomincio da capo, in cui il protagonista è costretto a rivivere sempre lo stesso giorno, il 2 febbraio. Forse dovremmo iniziare a festeggiare simbolicamente anche quella data, come promemoria della nostra capacità di muoverci perpetuamente in cerchio senza mai comprendere veramente.
Buon 25 aprile/2 febbraio.
Un caro saluto,
Pier
1 month ago | [YT] | 143
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