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Roberto Fasciano
Una riflessione che mi accompagna da molti anni...
Molti pensano che la differenza tra un interprete e un compositore sia soltanto questa: uno suona, l'altro scrive.
Io credo che sia molto di più.
Un interprete dà vita a un'opera già esistente.
Un compositore affronta il silenzio e si assume la responsabilità di interromperlo.
Ogni nota che decide di scrivere cambia qualcosa che, fino a un attimo prima, non esisteva.
Per questo, quando ascolto una grande composizione, non mi chiedo quante idee contenga.
Mi chiedo se quelle note fossero davvero inevitabili.
🎹 Secondo voi, qual è la qualità più importante di un grande compositore?
Leggo con molto interesse le vostre risposte.
2 weeks ago | [YT] | 6
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Roberto Fasciano
Quando ascoltiamo un brano, spesso percepiamo il risultato finale: il suono, l’esecuzione, l’emozione immediata.
Ma prima c’è un momento meno visibile: quello in cui la musica nasce sulla carta, tra pianoforte, matita, ascolto interiore e piccoli tentativi.
Per me la composizione è proprio questo: cercare una forma per qualcosa che, all’inizio, esiste solo come intuizione. A volte l’idea arriva subito; altre volte bisogna lavorare, provare, correggere, aspettare che il brano riveli lentamente la propria direzione. È una parte silenziosa del mestiere del compositore, ma forse è anche una delle più affascinanti. Voi, quando ascoltate un brano, vi chiedete mai come sia nata l’idea musicale?
1 month ago | [YT] | 6
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Roberto Fasciano
Il Chiaroscuro della Musica: la Terza Piccarda
Oggi entriamo in uno di quei territori in cui la tecnica non è mai fine a sé stessa, ma diventa gesto espressivo puro.
Un punto d’incontro rarissimo tra architettura armonica e percezione emotiva.
La Terza Piccarda (o Tierce de Picardie) è una soluzione tanto semplice quanto potentissima:
un brano in tonalità minore che, all’ultimo istante, si chiude con un accordo maggiore.
Tecnicamente, basta un intervento minimo:
la terza dell’accordo finale viene alzata di un semitono.
Ma musicalmente, il risultato è radicale.
👉 Da ombra a luce.
👉 Da tensione a compimento.
👉 Da interiorità a apertura.
Immaginiamo una chiusura in La minore:
accordo naturale → A–C–E (scuro, introspettivo)
accordo “piccardo” → A–C♯–E (luminoso, risolutivo)
Un solo cromatismo, e cambia il senso dell’intero percorso.
Il termine fu introdotto da Jean-Jacques Rousseau nel suo Dictionnaire de Musique (1767), anche se l’origine del nome resta incerta.
Forse deriva da picart (“tagliente”), alludendo proprio alla nota alterata.
Ma perché questa pratica era così diffusa, soprattutto tra Rinascimento e Barocco?
– Equilibrio acustico: la terza maggiore era percepita come più stabile e “consonante”
– Simbolismo spirituale: dalla sofferenza (minore) alla redenzione (maggiore)
– Spazio sonoro: nelle grandi chiese, il riverbero esaltava le armoniche dell’accordo maggiore
Non è un caso che il massimo interprete di questa tecnica sia stato Johann Sebastian Bach:
nei suoi preludi e fughe, la Terza Piccarda diventa quasi un gesto retorico codificato, una firma espressiva.
E non è scomparsa.
Anche nel linguaggio moderno riemerge come scelta narrativa:
basti pensare a I’ll Be Back dei The Beatles, o ad alcune soluzioni dei Pink Floyd, dove l’ambiguità tra maggiore e minore diventa elemento drammaturgico.
La Terza Piccarda non è un dettaglio teorico.
È una decisione estetica.
È quel momento in cui il compositore decide che la storia non deve finire nel buio.
È il raggio di luce che arriva un attimo prima del silenzio.
2 months ago | [YT] | 8
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Roberto Fasciano
Oggi è la Giornata Mondiale del Jazz.
Il jazz viene spesso associato alla libertà.
In realtà è uno dei linguaggi più esigenti che esistano.
Perché improvvisare non significa liberarsi dalle regole,
ma portarle a un livello in cui possono essere trasformate in tempo reale.
Senza struttura, l’improvvisazione è solo superficie.
Con la struttura, diventa pensiero musicale in atto.
Ed è in questo passaggio — invisibile ma decisivo —
che il jazz continua a restare una delle forme più alte della musica.
2 months ago | [YT] | 17
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Roberto Fasciano
23 aprile 1891: nasce Sergej Prokof'ev.
Molti lo ricordano per l’energia, per il ritmo, per quella scrittura pianistica tagliente e inconfondibile.
Ma da compositore, la domanda interessante è un’altra: come costruisce quella tensione?
Prokof’ev lavora spesso su un principio molto preciso:
👉 contrasto netto tra semplicità apparente e struttura sofisticata
Un esempio tipico: temi quasi infantili, lineari inseriti però in contesti armonici instabili o spiazzanti sostenuti da un ritmo che non “accompagna”, ma spinge in avanti. Il risultato è quella sensazione unica: musica chiara… ma mai davvero prevedibile. Pensiamo al Precipitato della Sonata n. 7:
non è solo velocità. È costruzione ritmica ossessiva, quasi meccanica, che genera tensione continua. Cosa può imparare un compositore da Prokof’ev?
Non serve complicare il materiale. Serve metterlo in crisi nel modo giusto.
Se scrivi musica, prova questo: prendi un’idea semplicissima…e cambia il contesto invece dell’idea.
È lì che inizia qualcosa di interessante.
2 months ago | [YT] | 4
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Roberto Fasciano
Pasqua e il senso della rinascita: una riflessione sulla musica e sul tempo
In molte tradizioni, Pasqua rappresenta un punto di svolta: non solo una ricorrenza, ma l’affermazione di una possibilità — quella della rinascita. È un principio che riguarda anche la musica, forse più di quanto si sia disposti a riconoscere. Ogni suono, nel momento stesso in cui si esaurisce, contiene già la premessa di ciò che seguirà. Non esiste fine che non sia, allo stesso tempo, apertura. La forma musicale vive di questa tensione continua tra compimento e trasformazione: ciò che sembra concludersi, in realtà si riorganizza, muta, trova una nuova direzione. In questa dinamica riconosco la mia idea di musica:rigore nascosto nella poesia, architettura capace di sostenere l’infinito. In un tempo che spesso consuma rapidamente ogni esperienza, la musica ci ricorda che il senso non si esaurisce, ma si costruisce nel tempo, attraverso continuità e rinascite successive. Buona Pasqua.
3 months ago | [YT] | 10
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Roberto Fasciano
Guardando il Festival di Sanremo mi colpisce sempre un dettaglio: molte canzoni di tre minuti sono firmate da quattro, cinque, talvolta sei autori.
La questione non è polemica. È culturale.
Perché oggi un brano così breve necessita di un team così ampio, mentre compositori come Wolfgang Amadeus Mozart o Ludwig van Beethoven hanno concepito strutture monumentali in piena autonomia?
Non è una gara tra epoche.
È un cambio di paradigma.
Oggi la canzone mainstream è spesso il risultato di una filiera: chi scrive l’hook, chi rifinisce il testo, chi costruisce il suono, chi calibra il prodotto per il mercato e per le piattaforme. È un modello industriale, non artigianale.
La musica colta, invece, nasce da una visione unitaria: forma, sviluppo, tensione, equilibrio, architettura. Un pensiero solo che tiene insieme tutto.
Quando cambia la percezione dell’ascolto — da esperienza profonda a consumo rapido — cambia inevitabilmente anche la scrittura.
Forse la vera domanda non è quante firme compaiano sotto un brano.
Ma quale idea di musica stiamo scegliendo di coltivare.
4 months ago | [YT] | 16
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Roberto Fasciano
«Nel contrappunto, l’indipendenza si dimostra quando ogni voce sopravvive da sola.»
Una linea è davvero autonoma solo se possiede direzione melodica, peso ritmico e necessità intervallare propri.
Se può essere eliminata senza conseguenze formali, non è struttura: è raddoppio.
Il contrappunto autentico non moltiplica le parti — organizza funzioni.
👉 Nella vostra esperienza di scrittura polifonica, qual è l’errore più frequente: eccesso di raddoppi o debolezza melodica?
#Contrappunto #Composizione #MusicTheory #RobertoFasciano
5 months ago | [YT] | 6
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Roberto Fasciano
Oggi, 27 gennaio – Giorno della Memoria, esce il mio nuovo brano: “Passaggio ad Auschwitz”.
Non è un “racconto”, ma un gesto di ascolto: una musica che prova a restare davanti a ciò che non deve essere rimosso né normalizzato.
Se vi va, ascoltatelo in silenzio, fino alla fine.
open.spotify.com/intl-it/album/4Zbxu7fYaPwiyhj08wo…
5 months ago | [YT] | 6
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Roberto Fasciano
È online “PUER APULIAE”: la mia nuova opera audiovisiva con il brano per cinque violoncelli, ispirato alla vita di Federico II.
Composta nel 2022 e portata in tournée con l’Apulia Cello Ensemble, oggi vive in una veste nuova: un ascolto immersivo dove timbro e polifonia diventano racconto.
Guarda il video completo qui:
https://www.youtube.com/watch?v=g0J20...
Se ti va, dimmi nei commenti quale passaggio ti ha colpito di più e lascia un like: è il modo più semplice per farlo arrivare a più ascoltatori.
#PuerApuliae #FedericoII #MusicaContemporanea
6 months ago (edited) | [YT] | 8
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