13 giugno 1946. Umberto II lasciava l'Italia. A seguito del referendum del 2 e 3 giugno, c'erano state giornate di tensione fra Capo dello Stato e governo. Questo aveva fretta di certificare la vittoria repubblicana, mentre il Re attendeva l'esito di verifica da parte della corte di cassazione. Nel frattempo, sorgevano molti dubbi sulla consultazione popolare (giustamente e domani vedremo il perché) e si avevano scontri e morti (come a Napoli in via Medina, dove la polizia sparò su una manifestazione monarchica facendo diversi morti). Nella notte del 12, con atto unilaterale, il governo affidava i poteri di capo di Stato provvisorio al proprio capo, Alcide de Gasperi (con ciò,fra l'altro, realizzando un'unione di poteri pericolosa nel recente passato europeo). Messo di fronte alla scelta se scatenare una guerra civile o lasciare il potere ai golpisti (perché in effetti quello fu un colpo di Stato) Umberto scelse di lasciare il Paese, senza però abdicare, accettando il fatto di fatto, ma disapprovandolo con un messaggio al popolo. Oggi si dice che questo messaggio fu fatto con l'intento di dividere la Nazione; balle. Se avesse voluto, Umberto avrebbe fatto molto di più; semplicemente, non poteva accettare l'ingiustizia e anche tacere. Dopo aver salutato le guardie al Quirinale, si recò all'areoporto di Ciampino, da cui prese il volo.Non poteva saperlo, ma sarebbe l'ultima volta che avrebbe visto l'Italia. La repubblica avrebbe per sempre impedito il suo ritorno, persino per morire sul suolo della Patria o esserci sepolto. Iniziava così, più o meno, la Repubblica Italiana, senza che il Regno fosse mai finito. #giugno#repubblica#monarchia#umberto#esilio '
24 maggio 1915. 111 anni fa iniziava per l'Italia quella che all'epoca fu chiamata la "Grande Guerra" e che sarebbe durata fino al 4 novembre 1918. Le forze Italiane che stavano affluendo verso la frontiera (fino a 20 giorni prima nessuno aveva informato Luigi Cadorna, capo di stato maggiore dell'esercito, che la guerra non si sarebbe fatta eventualmente contro la Francia, ma contro l'Austria) passano ovunque il confine. Nonostante gli incitamenti da parte dell'alto comando, i reparti avanzano cautamente, timorosi della reazione delle popolazioni e soprattutto degli inganni e dei tranelli del nemico: trappole, avvelenamenti di pozzi e cibo, ponti intatti minati... A questo aveva portato la propaganda sui "malvagi" austriaci. Ovviamente, si rivelò quasi tutto infondato, ma si persero giorni preziosi. Presto sarebbero corsi fiumi di sangue per conquistare pochi metri di terreno che fino a giorni prima erano indifesi. #ww1#primaguerramondiale#24maggio#24maggio1915#piave#1915#isonzo#regioesercito#bollettino#italians#austrian#monfalcone#trento#trieste#roma#quirinale#savoia#italy#italiansoldiers#3armata#110#udine#friuliveneziagiulia#trentino
9 maggio 1946: Umberto II di Savoia, ultimo Re d'Italia, ascende al trono. Poco dopo, al balcone del palazzo del Quirinale, riceve l'ovazione di una folla immensa. Quasi la stessa che, esattamente 10 anni prima, aveva acclamato suo padre imperatore. Questi aveva abdicato in una situazione difficile per la monarchia, alla vigila del referendum sulla forma istituzionale dello Stato: a questo punto si recò in un breve esilio in Egitto, da cui non sarebbe più tornato. #9maggio#1936#1946#2021#umbertoii savoia reditalia italia regno impero proclamazionedellimpero quirinale balcone ovazione folla ultimo esercitocobelligerante
BATTAGLIA DI CEVA.Sconfitti a Dego, gli austriaci si ritirano ad Acqui e senza neppure essere inseguiti dai francesi, chiedono aiuto ai Piemontesi. Questi, al comando di Colli, hanno però a che fare con tutta l’armata napoleonica e sul serio. Sono schierati presso il campo trincerato di Ceva ai piedi della fortezza costruita due secoli prima. Il 15 aprile si presenta la divisione di Argentau. Si divide in due colonne: Jobert (che si è ripreso dalla sassata di Cosseria) attacca aggirando Berico ma prima è frenato dalla resistenza dei 200 cacciatori di Colli di Felizzano, poi bloccato dai reggimenti provinciali di Acqui e del Genevese, il cui comandante Portier esce di persona dai parapetti, cacciando la spada nelle reni a due ufficiali francesi, mentre il cavaliere Grimaldi, pur gravemente ferito, continuava a combattere. Dall’altro lato Beyrand e Rusca provano a tagliare fuori la ridotta Pedagghera da Ceva ma il colonnello Bellegarde se ne accorge e, raccolti 600 uomini dai reggimenti Susa, Stettler, Granatieri Reali, li scaglia sul fianco dei francesi che, bersagliati pure dalla artiglieria, sono respinti con gravi perdite. Anche la ridotta Govone rompe l’accerchiamento nemico. A sera i Francesi si ritirano, avendo perso oltre 600 uomini a fronte dei 200 piemontesi. Colli però viene a sapere che Napoleone, Austriaci permettendo, è già a Saliceto: si ritira quindi verso Mondovì, dietro la Corsaglia: non può permettere che le sue linee di rifornimento siano tagliate. Lascia nel forte di Ceva solo 500 uomini al comando di Tornaforte che rifiuta la resa dicendo che ha “ordine di resistere fino all’ultimo uomo e all’ultimo proiettile". Quando Rusca sta per attaccare giunge però Buonaparte, che non vuole commettere lo stesso errore di Cosseria, per di più contro una fortezza munita. Lascia quindi un migliaio di uomini a guardia e con il resto dell’esercito insegue Colli. Lo raggiungerà? #napoleone#napoleon#armeeditalie#regnodisardegna#ceva#fortezza#colli#armatasarda#piemonte#soldatiitaliani#granatieri#savoia#regioesercito#grimaldi#spada#baionetta#cannone#trincea#ridotta#accerchiamento#contrattacco#aprile#battaglia#guerra#şuşa#cuneo#mondovì
BATTAGLIA DI DEGO 14 aprile 1796 presa Cosseria ai Piemontesi dopo l'aspra lotta che abbiamo visto, Napoleone punta contro gli Austriaci a Dego per spingere lontano l'armata asburgica. Qui gli imperiali hanno radunato in fretta e furia 3000 soldati. L'attacco guidato da Massena riesce, nonostante l'aspra resistenza dei troppo pochi imperiali: alle 17:00 Massena prende Dego e 2000 prigionieri. Non è finita. Sulla mattina del 15 il generale austriaco Vukassovich giunge in ritardo sul luogo dello scontro con soli 3500 soldati, ma attacca risoluto. Sorprende i francesi nel sonno e riconquista Dego. A questo punto però si trova attaccato da tutto l'esercito di Napoleone. Gli austriaci si difendono bene e con un contrattacco fanno anche arretrare la destra francese. Ma Vukassovich sa che non può resistere a lungo. Giustamente approfitta dello spazio guadagnato e si ritira, la battaglia termina. Perso questo abbastanza piccolo scontro, il generalissimo D'Augertau prende una decisione logica e suicida. Si ritira verso la Lombardia invece di cercare il contatto con l'armata Sarda. Napoleone ha ottenuto il suo scopo: ha utilizzato la cosiddetta posizione centrale. Ha colpito la congiunzione fra due armate e le ha respinte verso direzioni opposte, rendendole, da più forti che erano unite, più deboli divise. E ora secondo colpo di genio: rifiuta, ma senza dirlo, gli ordini del Direttorio e non insegue gli austriaci, ma gira tutto l'esercito contro la piccola armata piemontese di Colli. Che accadrà nei prossimi giorni? Scopritelo con noi! #napoleone#napoleon#napoleonebuonaparte#napoleonbonaparte#campagnaditalia dego battagliadidego piemonte regnodisardegna imperoaustriaco generale resistenza valore Bonaparte genio posizionecentrale manovra vittoria guerra battaglia rivoluzionefrancese decisione direttorio ordini rifiuto silenzio massena vukassovich sorpresa baionetta
FOLGORE! 26 aprile 1945: oggi voglio raccontarvi una storia particolare, nei giorni della liberazione, la storia dello squadrone F e dell’ operazione Herring. Lo Squadrone era formato da paracadutisti italiani ( la F sta per Folgore) che rispondevano al Regno del sud , pur non essendo incorporati nei Gruppi di Combattimento. Nella notte fra il 20 e il 21 aprile 1945 200 fra loro e pará della Nembo furono paracadutati oltre il Po, subito prima dell’offensiva americana. Obbiettivo? creare il caos, prendere i ponti strategici per far proseguire l‘avanzata alleata, fare fuori più crucchi possibili. Due dei quattrodici aerei devono rientrare a causa di problemi al motore, ma gli altri riescono a paracadutare i soldati che si danno subito da fare. i tedeschi reagiscono prontamente e in alcune zone la lotta è cruenta: a Poggio Renatico, i paracadutisti hanno le perdite maggiori,specie alla ca’ brusada. Ma dopo un’aspra lotta il successo è completo. I paracadutisti sabotano i centri di comunicazioni dei comandi tedeschi, occupano i ponti loro assegnati fino all’arrivo degli angloamericani; soprattutto infliggono ai tedeschi 500 morti e prendono quasi 2000 prigionieri, distruggono 44 veicoli, al costo di una cinquantina di morti e feriti. Bisogna notare come in 2 anni di guerra i partigiani hanno inflitto ai tedeschi 2000 perdite: in 48 ore 200 regolari li hanno pareggiati e ottenuto un risultato strategico incomparabilmente superiore. Questo non è per sminuire i sacrifici dei singoli e la lotta degli ideali, ma è per ricordare che non basta morire per vincere le guerre e per porre sulla bilancia militare l’effettivo contributo di tutti. Vorreste un post specifico su questa operazione? Ditemelo nei commenti (nella foto, gli uomini dello sqadrone F sorridono poco prima del lancio) #ww2#secondaguerramondiale#paracadutisti#folgore#nembo divisionefolgore paracadutistiitaliani soldatiitaliani eroi eroiitaliani soldati partigiani valore rendimento 25aprile festadellaliberazione campagnaditalia operazioneherring herring vittoria morti feriti prigionieri veicoli ponti aerei italiansoldier regioesercito ussoldiers englishsoldier
Buon San Marco! E pure buon 25 aprile! Cosa pensiamo noi di questa festa? Pensiamo che essere liberati da un invasore straniero è sempre un bene. Pensiamo che essere liberati da un pazzo fanatico genocida è ancora di più un bene. E quindi si festeggia. Ma dobbiamo valutare anche le cose in modo storico. Il 25 è data convenzionale, la guerra durò un'altra settimana in Italia. Pensiamo che i partigiani furono sicuramente un segno di riscatto e la loro presenza potenzialmente utile a fini politici: ma che a livello militare fu marginale ( con ciò salvando i sacrifici individuali e collettivi). Il paragone coi partigiani russi e slavi (chiaramoci, io sono figlio di istriani, li odio: ma quello fu letteralmente un esercito) non ha senso. Pensiamo che troppo spesso si dimenticano i sacrifici degli IMI e ancora di più dell'esercito regolare regio. E sopratutto pensiamo che di questa festa si siano appropriata sempre più una parte politica. Una parte politica che dette un contributo pari se non inferiore alle altre, una parte politica ideologica che più si va avanti più accusa di fascismo chiunque la pensi appena diversamente. Un'ideologia sorella del Nazismo, libertaria di facciata e liberticida nel profondo. Quindi viva il 25 aprile, liberazione dallo straniero, dal tedesco, dal nazismo e da unificazioni europee varie e eventuali e statali(ni)ste... #ww2#secondaguerramondiale#partigiani#regioesercito#alleati usarmy royalarmy 25aprile 25aprile1945 25aprile2020 aprile april savoia marco sanmarco libertà liberazione italia vs nazismo nazism comunismo comunism ideologia ideology europa europe ue
13 aprile 1796 DISPERATA RESISTENZA A COSSERIA Napoleone, battuti gli austriaci a Montenotte li incalza fino a Millesimo e anche qui li sconfigge. Buonaparte con questo colpo ha diviso l’armata imperiale da quella sarda. 500 austriaci (o meglio croati) comandati dal Provera sono tagliati fuori e tentano di raggiungere il castello di Cosseria, ma sono intercettati dalle Brigate di Banel e di Quentin. In loro tempestivo aiuto giungono 569 granatieri piemontesi al comando di Filippo del Carretto (una vita, un romanzo) che respingono i francesi. Poi si arroccano con gli alleati nel castello. I 1000 austropiemontesi hanno a che fare con 10000 francesi: Napoleone, che è già Napoleone ma deve ancora imparare qualcosa, non sa che gli avversari sono così pochi e per di più quasi senza munizioni e senz’acqua: teme di lasciarsi un forte reparto nemico alle spalle quando deve ancora battere due armate. Chiede una resa immediata, si allontana verso Dego (dov'è l'armata austriaca) e ordina l’attacco. Gli attacchi saranno però molti e uno più sanguinoso dell’altro. I difensori lottano disperatamente, utilizzando anche sassi e pietre. I Francesi muoiono a centinaia; fra loro il generale Banel e Quentin, mentre il comandante Joubert viene centrato da una pietra e crolla esanime al suolo. Solo nel secondo, delirante assalto in un quarto d’ora i francesi hanno 300 morti e 600 feriti. A sera un nuovo assalto viene respinto con ingenti perdite; ma è la fine: il del Carretto balza sui parapetti per incitare i soldati a inseguire il nemico in fuga con le baionette e trapassa di persona 2 granatieri francesi. Ma da quindici passi un soldato avversario prende la mira e fa fuoco, centrando il colonnello in pieno petto. Mentre i soldati inseguono il nemico gli ufficiali si stringono intorno al comandante ma (continua nei commenti) #napoleone#napoleon#napoleonbonaparte#campagnaditalia#armeeditalie#castello#cosseria#aprile#1796#13aprile#rivoluzionefrancese#francia#vs#italia#regnodisardegna#piemonte#liguria#austria#granatieri#fucilata#baionetta#lotta#resistenza#invasione#battaglia#guerra#disastro#disperazione#coraggio#savoia
12 aprile 1796 Napoleone vince la Battaglia di Montenotte. Può sembrare un semplice piccolo scontro ma in realtà è il trampolino di lancio del Corso. Il 1796 è un anno strano: da una parte la coalizione antifrancese si sfalda (a combattere rimangono solo l’Inghilterra sui mari, l’Austria e il piccolo Piemonte): la Francia è così libera di scatenare tutta la sua forza contro l’Austria, attaccando da Germania e Italia. Qui, per la prima volta in tre anni di guerra, gli austriaci portano un effettivo aiuto agli esausti Piemontesi: 30000 uomini giungono a rinforzare la riviera ligure, appoggiando i 15000 piemontesi qui schierati (30000 piemontesi combattevano sulle alpi contro l’armata francese omonima). Due eventi sono fondamentali: l’uomo e l’occasione. L’uomo: al comando dell’armata d’Italia arriva un nuovo generale, dal cognome ancora italiano: Napoleone Buonaparte. L’occasione: gli austriaci di D'Aurgentau provano un grande attacco contro la brigata di Rampon nella valle di Montenotte. L’11 aprile 11 battaglioni austriaci attaccano i 3 francesi nei loro capisaldi, ma la resistenza francese li blocca fino a sera. Invece di aprofittare delle tenebre, l’austriaco, conscio della superiorità numerica, non ha fretta, attende l’alba: è un errore fatale. Nella notte Napoleone a marce forzate fa giungere la brigata di Messena che si schiera nei boschi ai lati della radura. Quando gli austriaci la mattina attaccano è il disastro. I francesi sbucano loro tutto intorno ed è il collasso. L’esercito austriaco cessa di esistere in pochi minuti. Centinaia i morti, migliaia i prigionieri, ancora di più gli sbandati che si volatilizzano. La via di Napoleone è aperta. Ma il peggio deve ancora venire, come vedremo #napoleone#napoleon#napoleonebuonaparte#napoleonbonaparte#campagnaditalia#primacampagnaditalia#armataditalia#armeeditalie#battagliadimontenotte#aprile#1796#12aprile#rivoluzionefrancese#francia#vs#italia#regnodisardegna#piemonte#liguria#austria#Inghilterra#lotta#resistenza#invasione#battaglia#guerra#coalizione#disastro#coraggio#napoleon2021
21 aprile 753 A.C. Romolo, figlio di Marte della stirpe dei Silvi, fonda Roma. Dopo avere conquistato il Palatino e aver sconfitto il fratello, con un netto 12 a 6 avvoltoi nella gara augurale, Romolo aggancia a un vomere di bronzo un toro, all'esterno, e una vacca, all'interno, iniziando a tracciare il solco sacro, in senso antiorario: su questo solco, la cui terra i seguaci buttavano all'esterno e segnavano con pietre, sarebbero sorte le mura sacre della rocca e, dove Romolo alzava l'aratro, le porte delle stesse, il solo punto ove sarebbe stato consentito transitare. È questo l'atto sacro che fonda la Civitas, il Regno. Da ormai 300 anni esistevano sui colli diverse comunità e villaggi, ma è questo atto sacro, che fonda una nuova comunità coesa con la benedizione divina, che crea Roma, Stato e Regno. Il rito pare essere italico, importato poi in Etruria e poi dagli Etruschi ritrasmesso a Romolo i cui padri l'avevano dimenticato. Per molto tempo si è dubitato del rito e della data di fondazione. Ma gli scavi di Carandini hanno portato alla luce il cosiddetto "muro di Romolo" una struttura che risponde alla narrazione mitica. Il muro di un arce, con una porta dove poteva passare un uomo a cavallo e un posto di guardia. Nello strato immediatamente inferiore è stata trovata una tazza datata al 775-750 a.C. Questo confermerebbe la datazione tradizionale. Consigliamo il video di Carandini sulla Fondazione. Altre scoperte che confermano la tradizione sono la REGIA, il FORO, e il VOLCANAL. E vi ricordate cosa è saltato fuori due anni fa? L'ultima prova del primo Re: il suo cenotafio. Da allora sono passati 2779 anni ab urbe condita, 2779 anni di gloria e di miserie, ma sempre di Grande Storia. #21aprile#21aprile753ac#roma#fondazione#fondazionediroma natalediroma compleannodiroma palatino romolo re rex benedizione confine pomerium muro guardia porta armi marte toro tazza carandini tazza reggia foro volcanal setterediroma avvoltoi italici capitale arce
ZAK ZAC
13 giugno 1946. Umberto II lasciava l'Italia. A seguito del referendum del 2 e 3 giugno, c'erano state giornate di tensione fra Capo dello Stato e governo. Questo aveva fretta di certificare la vittoria repubblicana, mentre il Re attendeva l'esito di verifica da parte della corte di cassazione. Nel frattempo, sorgevano molti dubbi sulla consultazione popolare (giustamente e domani vedremo il perché) e si avevano scontri e morti (come a Napoli in via Medina, dove la polizia sparò su una manifestazione monarchica facendo diversi morti). Nella notte del 12, con atto unilaterale, il governo affidava i poteri di capo di Stato provvisorio al proprio capo, Alcide de Gasperi (con ciò,fra l'altro, realizzando un'unione di poteri pericolosa nel recente passato europeo). Messo di fronte alla scelta se scatenare una guerra civile o lasciare il potere ai golpisti (perché in effetti quello fu un colpo di Stato) Umberto scelse di lasciare il Paese, senza però abdicare, accettando il fatto di fatto, ma disapprovandolo con un messaggio al popolo. Oggi si dice che questo messaggio fu fatto con l'intento di dividere la Nazione; balle. Se avesse voluto, Umberto avrebbe fatto molto di più; semplicemente, non poteva accettare l'ingiustizia e anche tacere. Dopo aver salutato le guardie al Quirinale, si recò all'areoporto di Ciampino, da cui prese il volo.Non poteva saperlo, ma sarebbe l'ultima volta che avrebbe visto l'Italia. La repubblica avrebbe per sempre impedito il suo ritorno, persino per morire sul suolo della Patria o esserci sepolto. Iniziava così, più o meno, la Repubblica Italiana, senza che il Regno fosse mai finito.
#giugno #repubblica #monarchia #umberto #esilio '
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ZAK ZAC
24 maggio 1915. 111 anni fa iniziava per l'Italia quella che all'epoca fu chiamata la "Grande Guerra" e che sarebbe durata fino al 4 novembre 1918. Le forze Italiane che stavano affluendo verso la frontiera (fino a 20 giorni prima nessuno aveva informato Luigi Cadorna, capo di stato maggiore dell'esercito, che la guerra non si sarebbe fatta eventualmente contro la Francia, ma contro l'Austria) passano ovunque il confine. Nonostante gli incitamenti da parte dell'alto comando, i reparti avanzano cautamente, timorosi della reazione delle popolazioni e soprattutto degli inganni e dei tranelli del nemico: trappole, avvelenamenti di pozzi e cibo, ponti intatti minati... A questo aveva portato la propaganda sui "malvagi" austriaci. Ovviamente, si rivelò quasi tutto infondato, ma si persero giorni preziosi. Presto sarebbero corsi fiumi di sangue per conquistare pochi metri di terreno che fino a giorni prima erano indifesi.
#ww1 #primaguerramondiale #24maggio #24maggio1915 #piave #1915 #isonzo #regioesercito #bollettino #italians #austrian #monfalcone #trento #trieste #roma #quirinale #savoia #italy #italiansoldiers #3armata #110 #udine #friuliveneziagiulia #trentino
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ZAK ZAC
9 maggio 1946: Umberto II di Savoia, ultimo Re d'Italia, ascende al trono. Poco dopo, al balcone del palazzo del Quirinale, riceve l'ovazione di una folla immensa. Quasi la stessa che, esattamente 10 anni prima, aveva acclamato suo padre imperatore. Questi aveva abdicato in una situazione difficile per la monarchia, alla vigila del referendum sulla forma istituzionale dello Stato: a questo punto si recò in un breve esilio in Egitto, da cui non sarebbe più tornato.
#9maggio #1936 #1946 #2021 #umbertoii savoia reditalia italia regno impero proclamazionedellimpero quirinale balcone ovazione folla ultimo esercitocobelligerante
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BATTAGLIA DI CEVA.Sconfitti a Dego, gli austriaci si ritirano ad Acqui e senza neppure essere inseguiti dai francesi, chiedono aiuto ai Piemontesi. Questi, al comando di Colli, hanno però a che fare con tutta l’armata napoleonica e sul serio. Sono schierati presso il campo trincerato di Ceva ai piedi della fortezza costruita due secoli prima. Il 15 aprile si presenta la divisione di Argentau. Si divide in due colonne: Jobert (che si è ripreso dalla sassata di Cosseria) attacca aggirando Berico ma prima è frenato dalla resistenza dei 200 cacciatori di Colli di Felizzano, poi bloccato dai reggimenti provinciali di Acqui e del Genevese, il cui comandante Portier esce di persona dai parapetti, cacciando la spada nelle reni a due ufficiali francesi, mentre il cavaliere Grimaldi, pur gravemente ferito, continuava a combattere. Dall’altro lato Beyrand e Rusca provano a tagliare fuori la ridotta Pedagghera da Ceva ma il colonnello Bellegarde se ne accorge e, raccolti 600 uomini dai reggimenti Susa, Stettler, Granatieri Reali, li scaglia sul fianco dei francesi che, bersagliati pure dalla artiglieria, sono respinti con gravi perdite. Anche la ridotta Govone rompe l’accerchiamento nemico. A sera i Francesi si ritirano, avendo perso oltre 600 uomini a fronte dei 200 piemontesi. Colli però viene a sapere che Napoleone, Austriaci permettendo, è già a Saliceto: si ritira quindi verso Mondovì, dietro la Corsaglia: non può permettere che le sue linee di rifornimento siano tagliate. Lascia nel forte di Ceva solo 500 uomini al comando di Tornaforte che rifiuta la resa dicendo che ha “ordine di resistere fino all’ultimo uomo e all’ultimo proiettile". Quando Rusca sta per attaccare giunge però Buonaparte, che non vuole commettere lo stesso errore di Cosseria, per di più contro una fortezza munita. Lascia quindi un migliaio di uomini a guardia e con il resto dell’esercito insegue Colli. Lo raggiungerà? #napoleone #napoleon #armeeditalie #regnodisardegna #ceva #fortezza #colli #armatasarda #piemonte #soldatiitaliani #granatieri #savoia #regioesercito #grimaldi #spada #baionetta #cannone #trincea #ridotta #accerchiamento #contrattacco #aprile #battaglia #guerra #şuşa #cuneo #mondovì
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BATTAGLIA DI DEGO 14 aprile 1796 presa Cosseria ai Piemontesi dopo l'aspra lotta che abbiamo visto, Napoleone punta contro gli Austriaci a Dego per spingere lontano l'armata asburgica. Qui gli imperiali hanno radunato in fretta e furia 3000 soldati. L'attacco guidato da Massena riesce, nonostante l'aspra resistenza dei troppo pochi imperiali: alle 17:00 Massena prende Dego e 2000 prigionieri. Non è finita. Sulla mattina del 15 il generale austriaco Vukassovich giunge in ritardo sul luogo dello scontro con soli 3500 soldati, ma attacca risoluto. Sorprende i francesi nel sonno e riconquista Dego. A questo punto però si trova attaccato da tutto l'esercito di Napoleone. Gli austriaci si difendono bene e con un contrattacco fanno anche arretrare la destra francese. Ma Vukassovich sa che non può resistere a lungo. Giustamente approfitta dello spazio guadagnato e si ritira, la battaglia termina. Perso questo abbastanza piccolo scontro, il generalissimo D'Augertau prende una decisione logica e suicida. Si ritira verso la Lombardia invece di cercare il contatto con l'armata Sarda. Napoleone ha ottenuto il suo scopo: ha utilizzato la cosiddetta posizione centrale. Ha colpito la congiunzione fra due armate e le ha respinte verso direzioni opposte, rendendole, da più forti che erano unite, più deboli divise. E ora secondo colpo di genio: rifiuta, ma senza dirlo, gli ordini del Direttorio e non insegue gli austriaci, ma gira tutto l'esercito contro la piccola armata piemontese di Colli. Che accadrà nei prossimi giorni? Scopritelo con noi!
#napoleone #napoleon #napoleonebuonaparte #napoleonbonaparte #campagnaditalia dego battagliadidego piemonte regnodisardegna imperoaustriaco generale resistenza valore Bonaparte genio posizionecentrale manovra vittoria guerra battaglia rivoluzionefrancese decisione direttorio ordini rifiuto silenzio massena vukassovich sorpresa baionetta
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ZAK ZAC
FOLGORE! 26 aprile 1945: oggi voglio raccontarvi una storia particolare, nei giorni della liberazione, la storia dello squadrone F e dell’ operazione Herring. Lo Squadrone era formato da paracadutisti italiani ( la F sta per Folgore) che rispondevano al Regno del sud , pur non essendo incorporati nei Gruppi di Combattimento. Nella notte fra il 20 e il 21 aprile 1945 200 fra loro e pará della Nembo furono paracadutati oltre il Po, subito prima dell’offensiva americana. Obbiettivo? creare il caos, prendere i ponti strategici per far proseguire l‘avanzata alleata, fare fuori più crucchi possibili. Due dei quattrodici aerei devono rientrare a causa di problemi al motore, ma gli altri riescono a paracadutare i soldati che si danno subito da fare. i tedeschi reagiscono prontamente e in alcune zone la lotta è cruenta: a Poggio Renatico, i paracadutisti hanno le perdite maggiori,specie alla ca’ brusada. Ma dopo un’aspra lotta il successo è completo. I paracadutisti sabotano i centri di comunicazioni dei comandi tedeschi, occupano i ponti loro assegnati fino all’arrivo degli angloamericani; soprattutto infliggono ai tedeschi 500 morti e prendono quasi 2000 prigionieri, distruggono 44 veicoli, al costo di una cinquantina di morti e feriti. Bisogna notare come in 2 anni di guerra i partigiani hanno inflitto ai tedeschi 2000 perdite: in 48 ore 200 regolari li hanno pareggiati e ottenuto un risultato strategico incomparabilmente superiore. Questo non è per sminuire i sacrifici dei singoli e la lotta degli ideali, ma è per ricordare che non basta morire per vincere le guerre e per porre sulla bilancia militare l’effettivo contributo di tutti.
Vorreste un post specifico su questa operazione? Ditemelo nei commenti (nella foto, gli uomini dello sqadrone F sorridono poco prima del lancio)
#ww2 #secondaguerramondiale #paracadutisti #folgore #nembo divisionefolgore paracadutistiitaliani soldatiitaliani eroi eroiitaliani soldati partigiani valore rendimento 25aprile festadellaliberazione campagnaditalia operazioneherring herring vittoria morti feriti prigionieri veicoli ponti aerei italiansoldier regioesercito ussoldiers englishsoldier
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Buon San Marco! E pure buon 25 aprile! Cosa pensiamo noi di questa festa? Pensiamo che essere liberati da un invasore straniero è sempre un bene. Pensiamo che essere liberati da un pazzo fanatico genocida è ancora di più un bene. E quindi si festeggia. Ma dobbiamo valutare anche le cose in modo storico. Il 25 è data convenzionale, la guerra durò un'altra settimana in Italia. Pensiamo che i partigiani furono sicuramente un segno di riscatto e la loro presenza potenzialmente utile a fini politici: ma che a livello militare fu marginale ( con ciò salvando i sacrifici individuali e collettivi). Il paragone coi partigiani russi e slavi (chiaramoci, io sono figlio di istriani, li odio: ma quello fu letteralmente un esercito) non ha senso. Pensiamo che troppo spesso si dimenticano i sacrifici degli IMI e ancora di più dell'esercito regolare regio. E sopratutto pensiamo che di questa festa si siano appropriata sempre più una parte politica. Una parte politica che dette un contributo pari se non inferiore alle altre, una parte politica ideologica che più si va avanti più accusa di fascismo chiunque la pensi appena diversamente. Un'ideologia sorella del Nazismo, libertaria di facciata e liberticida nel profondo. Quindi viva il 25 aprile, liberazione dallo straniero, dal tedesco, dal nazismo e da unificazioni europee varie e eventuali e statali(ni)ste...
#ww2 #secondaguerramondiale #partigiani #regioesercito #alleati usarmy royalarmy 25aprile 25aprile1945 25aprile2020 aprile april savoia marco sanmarco libertà liberazione italia vs nazismo nazism comunismo comunism ideologia ideology europa europe ue
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ZAK ZAC
13 aprile 1796 DISPERATA RESISTENZA A COSSERIA Napoleone, battuti gli austriaci a Montenotte li incalza fino a Millesimo e anche qui li sconfigge. Buonaparte con questo colpo ha diviso l’armata imperiale da quella sarda. 500 austriaci (o meglio croati) comandati dal Provera sono tagliati fuori e tentano di raggiungere il castello di Cosseria, ma sono intercettati dalle Brigate di Banel e di Quentin. In loro tempestivo aiuto giungono 569 granatieri piemontesi al comando di Filippo del Carretto (una vita, un romanzo) che respingono i francesi. Poi si arroccano con gli alleati nel castello. I 1000 austropiemontesi hanno a che fare con 10000 francesi: Napoleone, che è già Napoleone ma deve ancora imparare qualcosa, non sa che gli avversari sono così pochi e per di più quasi senza munizioni e senz’acqua: teme di lasciarsi un forte reparto nemico alle spalle quando deve ancora battere due armate. Chiede una resa immediata, si allontana verso Dego (dov'è l'armata austriaca) e ordina l’attacco. Gli attacchi saranno però molti e uno più sanguinoso dell’altro. I difensori lottano disperatamente, utilizzando anche sassi e pietre. I Francesi muoiono a centinaia; fra loro il generale Banel e Quentin, mentre il comandante Joubert viene centrato da una pietra e crolla esanime al suolo. Solo nel secondo, delirante assalto in un quarto d’ora i francesi hanno 300 morti e 600 feriti. A sera un nuovo assalto viene respinto con ingenti perdite; ma è la fine: il del Carretto balza sui parapetti per incitare i soldati a inseguire il nemico in fuga con le baionette e trapassa di persona 2 granatieri francesi. Ma da quindici passi un soldato avversario prende la mira e fa fuoco, centrando il colonnello in pieno petto. Mentre i soldati inseguono il nemico gli ufficiali si stringono intorno al comandante ma (continua nei commenti) #napoleone #napoleon #napoleonbonaparte #campagnaditalia #armeeditalie #castello #cosseria #aprile #1796 #13aprile #rivoluzionefrancese #francia #vs #italia #regnodisardegna #piemonte #liguria #austria #granatieri #fucilata #baionetta #lotta #resistenza #invasione #battaglia #guerra #disastro #disperazione #coraggio #savoia
2 months ago | [YT] | 5
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ZAK ZAC
12 aprile 1796 Napoleone vince la Battaglia di Montenotte. Può sembrare un semplice piccolo scontro ma in realtà è il trampolino di lancio del Corso. Il 1796 è un anno strano: da una parte la coalizione antifrancese si sfalda (a combattere rimangono solo l’Inghilterra sui mari, l’Austria e il piccolo Piemonte): la Francia è così libera di scatenare tutta la sua forza contro l’Austria, attaccando da Germania e Italia. Qui, per la prima volta in tre anni di guerra, gli austriaci portano un effettivo aiuto agli esausti Piemontesi: 30000 uomini giungono a rinforzare la riviera ligure, appoggiando i 15000 piemontesi qui schierati (30000 piemontesi combattevano sulle alpi contro l’armata francese omonima). Due eventi sono fondamentali: l’uomo e l’occasione. L’uomo: al comando dell’armata d’Italia arriva un nuovo generale, dal cognome ancora italiano: Napoleone Buonaparte. L’occasione: gli austriaci di D'Aurgentau provano un grande attacco contro la brigata di Rampon nella valle di Montenotte. L’11 aprile 11 battaglioni austriaci attaccano i 3 francesi nei loro capisaldi, ma la resistenza francese li blocca fino a sera. Invece di aprofittare delle tenebre, l’austriaco, conscio della superiorità numerica, non ha fretta, attende l’alba: è un errore fatale. Nella notte Napoleone a marce forzate fa giungere la brigata di Messena che si schiera nei boschi ai lati della radura. Quando gli austriaci la mattina attaccano è il disastro. I francesi sbucano loro tutto intorno ed è il collasso. L’esercito austriaco cessa di esistere in pochi minuti. Centinaia i morti, migliaia i prigionieri, ancora di più gli sbandati che si volatilizzano. La via di Napoleone è aperta. Ma il peggio deve ancora venire, come vedremo
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2 months ago | [YT] | 7
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ZAK ZAC
21 aprile 753 A.C. Romolo, figlio di Marte della stirpe dei Silvi, fonda Roma. Dopo avere conquistato il Palatino e aver sconfitto il fratello, con un netto 12 a 6 avvoltoi nella gara augurale, Romolo aggancia a un vomere di bronzo un toro, all'esterno, e una vacca, all'interno, iniziando a tracciare il solco sacro, in senso antiorario: su questo solco, la cui terra i seguaci buttavano all'esterno e segnavano con pietre, sarebbero sorte le mura sacre della rocca e, dove Romolo alzava l'aratro, le porte delle stesse, il solo punto ove sarebbe stato consentito transitare. È questo l'atto sacro che fonda la Civitas, il Regno. Da ormai 300 anni esistevano sui colli diverse comunità e villaggi, ma è questo atto sacro, che fonda una nuova comunità coesa con la benedizione divina, che crea Roma, Stato e Regno. Il rito pare essere italico, importato poi in Etruria e poi dagli Etruschi ritrasmesso a Romolo i cui padri l'avevano dimenticato. Per molto tempo si è dubitato del rito e della data di fondazione. Ma gli scavi di Carandini hanno portato alla luce il cosiddetto "muro di Romolo" una struttura che risponde alla narrazione mitica. Il muro di un arce, con una porta dove poteva passare un uomo a cavallo e un posto di guardia. Nello strato immediatamente inferiore è stata trovata una tazza datata al 775-750 a.C. Questo confermerebbe la datazione tradizionale. Consigliamo il video di Carandini sulla Fondazione. Altre scoperte che confermano la tradizione sono la REGIA, il FORO, e il VOLCANAL. E vi ricordate cosa è saltato fuori due anni fa? L'ultima prova del primo Re: il suo cenotafio. Da allora sono passati 2779 anni ab urbe condita, 2779 anni di gloria e di miserie, ma sempre di Grande Storia.
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2 months ago | [YT] | 8
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